IL MONTE
La
collina alle spalle di Vadino è chiamata dagli albenganesi il
Monte; per i suoi monumenti storici, il luogo richiama
le origini della comunità ingauna, il sito dell'oppidum preromano
sul quale venne poi eretto l'anfiteatro della
città. La costruzione, venuta alla luce nel 1934, è di
modeste dimensioni (50 x 70 m.) e restano solo poco più di
alcune tracce di fondamenta.
Non lontano da esso è visibile ciò che rimane dell'antica abbazia
benedettina di San Martino, prima sede in terraferma del Monastero
dell'isola Gallinara.
Nei pressi è anche il Pilone, collocato in posizione
dominante sulla piana di Vadino; monumento funerario romano del secolo II
d.C. restaurato nel 1892 da Alfredo D'Andrade, è un esempio della
tipologia di tomba a torre denominata pila. Rivolta verso il
mare e l'isola Gallinara, ospitava in una nicchia le urne cinerarie dei defunti;
tutt'intorno è la vegetazione mediterranea con lentischi, cisti, assenzio
arboreo e carrubi. In regione Doria, presso l'imbocco della galleria dell'attuale Aurelia in
direzione di Alassio, sono visibili i ruderi della prima basilica cristiana
di Albenga, sorta tra i secoli IV e V, dedicata a San Calocero,
secondo la tradizione un ufficiale romano morto martire nel secolo II d.C.
presso la foce del Centa.
Di particolare importanza storica e paesaggistica è la passeggiata
archeologica da Albenga alla chiesa di Santa Croce di Alassio che ripercorre
il percorso dell'antica via Julia Augusta, tracciata nel 13 a.C.
dall'imperatore Augusto e rimasta in uso fino alla costruzione della nuova viabilità passante
più vicino al mare, di età napoleonica.
Tra la via romana e l'attuale via Aurelia, sul fondo di una ampia valletta un
tempo completamente coltivata, è la Colombera, una massiccia
villa cinque-seicentesca con guardiole angolari, classico esempio di villa suburbana
ingauna.
(Stefano Ortale)