La cattedrale di Albenga, dedicata
almeno dal sec. XI a S. Michele, sorge sul luogo ed entro le
dimensioni di quella primitiva,
costruita nel IV o V secolo insieme col Battistero dal generale
Costanzo.
Nella facciata sono visibili le diverse trasformazioni
subite: da quella romanica di fine secolo XI (la parte in muratura
e le due sculture in forma di semipilastro nella parte alta)
a quella gotica della seconda metà del secolo XIII (ricostruzione
delle navate laterali e realizzazione di tre portali).
Il portale centrale fu completamente sostituito nel 1669 con
quello attuale di stile barocco, mentre i due laterali sono
conservati intatti.
L'interno dell'edificio fu trasformato radicalmente nel 1582 per opera del vescovo
Luca Fieschi, con un rialzamento di due metri del pavimento per riportarlo a
livello della piazza e delle arcate di puro gusto rinascimentale. I radicali
restauri, intrapresi nel 1964 dal Vescovo Mons. Gilberto Baroni e continuati
fino al 1967
sotto il suo successore
Mons. Alessandro Piazza, hanno avuto il risultato di rimettere
in luce le fasi più antiche dell'edificio e di dare
all'interno un aspetto più severo e più armonico,
riportandolo, salvo nella copertura, alle forme medioevali,
di cui quasi tutti gli elementi si conservano sotto l'intonaco.
Entro i pilastri fra le navate sono state scoperte le colonne
in pietra e della ricostruzione gotica, ancora intatte ma coi
capitelli scalpellati e con gli archi tagliati per sopraelevare
l'edificio.
L'adiacente campanile, annesso alla chiesa nel secolo XIII, è stato ricostruito
sui resti della preesistente torre campanaria, tra il 1391 e 1395 dal sacerdote-architetto
ingauno Serafino Mignano; esso costituisce uno degli ultimi esempi locali dell'uso
del mattone faccia a vista, progressivamente sostituito dalla finitura ad intonaco.
La superba cuspide, in piastrelle di maiolica bianca e verde, trova unica analogia
ligure con il duecentesco campanile della chiesa di Sant'Agostino a Genova e
legami con il mondo occitano-provenzale.