Il palazzo
vescovile occupa quasi un intero isolato adiacente al Palazzo
vecchio del
Comune
e parallelo
alla cattedrale.
Il grande edificio con cortile interno è il
risultato di ristrutturazioni ed accorpamenti di diversi edifici
medievali; il restauro del 1976 ne permette di leggere i vari
elementi; tra quelli più antichi, dei secoli XI e XII,
sono le murature con blocchi di recupero forse romani ed il portale
del prospetto su via M. Lengueglia, uno tra i più antichi
esempi di casa medievale, successiva è invece la torre
(secolo XII) all'angolo su via B. Ricci.
Il primo intervento di ristrutturazione, resosi necessario a
seguito di un incendio, è del 1463, ad opera del vescovo
Nicolò Fieschi.Risalente a questa fase è la facciata verso via B. Ricci, decorata a
fasce bianco-nere, secondo un motivo tipico genovese, con stemma araldico attribuito
al Canavesio. L'abbandono dell'uso del mattone faccia a vista è un precoce
esempio delle nuove tendenze stilistiche che vedono il diffondersi dell'intonaco,
anche se
in questi primi casi permane uno spiccato decorativismo caratterizzato da conci
dipinti.
Una seconda ristrutturazione, promossa dai vescovi G.B. Cicade e Luca Fieschi, è della
seconda metà del '500, allorchè venne ricomposta la grande facciata
verso il Battistero con l'inserimento del portale e delle finestre incorniciate
in pietra di Finale.
All'interno, oggi sede del Museo Diocesano, vi sono ambienti quattrocenteschi
di notevole interesse: diverse sale a soffitto ligneo e la cappella vescovile,
con volta ad ombrello affrescata