Dal
secolo XVIII con la progressiva bonifica dei fossi e dei canali
che circondavano la città e con il venir meno delle
funzioni difensive, ebbe inizio una nuova fase di ristrutturazione
della cinta muraria, completata nell'Ottocento con la cessione
di intere porzioni ai privati.
Appartengono a questa fase le attuali forme di porta Molino, ricostruita in pietra
di Finale nel 1831.
Tra le porte è la più grande rimasta a segnalare l'importanza che
possedeva ancora nell'Ottocento quale ingresso principale della città. Essa prende il nome dal grande mulino, esistente già nel
1175, a sinistra
della Porta, che era alimentato dal beudus molendinii, un canale
che lambiva le mura settentrionali.
L'edificio, inglobato nelle mura trecentesche,
con la vendita ai privati nel secolo XIX, fu ristrutturato nelle forme attuali.
Le ristrutturazioni di allora che hanno inglobato, cancellandoli, edifici e bastioni
preesistenti, sono evidenti anche a destra della porta.